

Iss, 'rafforzare comunicazione ai consumatori su latte crudo'
Per sorveglianza, necessario solido supporto regolatorio
"E' necessario rafforzare la comunicazione ai consumatori e colmare il divario normativo che esiste tra la produzione di latte destinato al consumo diretto e quello utilizzato per i formaggi". Così Gaia Scava, dell'Istituto Superiore di Sanità, in audizione alla Commissione Affari sociali della Camera per l'esame in sede referente delle proposte di legge recanti "Modifica all'articolo 8 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, in materia di etichettatura dei prodotti caseari a base di latte crudo". Per il referente dell'Iss, "la sorveglianza sulla sindrome emolitico-uremica (Seu) è attiva dal 1988 grazie alla collaborazione con la nefrologia pediatrica e, successivamente, formalizzata in un registro con l'obiettivo di documentare le cause della patologia. Tuttavia, identificare l'origine di casi sporadici risulta complesso a causa del numero limitato di episodi. Le informazioni raccolte negli ultimi decenni hanno evidenziato la presenza di bambini che avevano consumato formaggi a latte crudo - continua - ma la prova microbiologica che collega direttamente un alimento all'insorgenza della Seu rimane difficile da ottenere. Secondo fonti ufficiali come l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa), il rischio legato all'esposizione ai formaggi a latte crudo non è trascurabile". Per una valutazione efficace del rischio e l'adozione di misure adeguate, gli esperti Iss suggeriscono di rafforzare la sorveglianza con un supporto normativo più strutturato. "Determinare un intervallo di età per definire il rischio presenta dei limiti - aggiunge - l'ultimo focolaio in Francia, per esempio, ha coinvolto solo adulti. Inoltre, la stagionatura non garantisce l'eliminazione dei batteri, poiché essi possono essere presenti anche in prodotti a lunga maturazione - conclude - La riorganizzazione della sorveglianza su Stec e Seu è in corso, ma necessita di un solido supporto regolatorio per essere realmente efficace nella protezione della salute pubblica".
(B.Hartmann--BBZ)